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Avevo chiesto a mia cognata di anticiparmi di un ora la pausa pranzo, così facendo
avrei potuto andarmene in palestra quando c’era poca gente e garantire un servizio
non stop ai nostri clienti, sapevo che non mi avrebbe detto di no anche perché
quel che stavo proponendo sarebbe stato notevolmente di vantaggio pure a lei -
decidemmo così di provare con l’inizio del mese.
La palestra era davanti all’ufficio, quindi in soli 5 minuti potevo raggiungerla e vista
la poca gente presente riuscivo a godermi tutte le attrezzature con calma. In quel tempo
spesso mi incrociavo con una giapponese che occhio e croce poteva avere la mia
stessa età, ci si incrociava praticamente tutte le volte e mentre all’inizio le parole che
ci scambiavamo erano riferite al tempo, ai chili che stavamo perdendo, a qualche crema
più o meno valida, con il tempo i discorsi iniziarono ad essere sempre più impegnativi, sino a farci decidere di organizzare per una pizza fuori città un sabato sera.
Era davvero piacevole Kipi, con lei si parlava di tutto - trovavo davvero interessante quando mi raccontava del Giappone e le loro usanze e tra le cose che più mi affascinavano c’era come si vivevano i giapponesi il sesso. Mi spiegò che i giapponesi non amano il contatto
fisico, che non si stringevano la mano, niente bacini sulle guance tra amici e
che perfino i fidanzati non si baciano né abbracciano in pubblico. “Magari si
tengono per mano, ma capita davvero di rado vederli mentre in privato è un’altra
cosa” mi disse proseguendo il discorso a riguardo dei love hotel che si
trovavano numerosi e ovunque. “Non sono riservati solo agli amanti clandestini o
fidanzatini” mi diceva – “ci vanno semplicemente per stare in pace a farsi
l’idromassaggio col partner …”
Mentre mi raccontava queste cose vedendomi particolarmente interessata, mi propose di andare a bere un thé a casa sua, “ti mostrerò qualche foto se ti fa piacere!” disse mentre mi faceva cenno di entrare.
Era davvero grazioso il suo monolocale, l’odore dell’incenso, le luci soffuse e la musica in sottofondo rendevano l’atmosfera particolarmente rilassante, più il tempo passava e più mi accorgevo che mi sembrava di conoscere da sempre Kipi, i discorsi tra noi si fecero sempre più confidenziali ed entrambi eravamo davvero entusiaste di come la nostra amicizia stesse diventando sempre più intensa.
In palestra eravamo diventate inseparabili e spesso uscendo restava a farmi compagnia in ufficio, aiutandomi a riordinare il magazzino e sempre più spesso organizzavamo da una o l’altra la cena pur di stare insieme. Mese su mese era persino arrivato il giorno del mio 40.mo
compleanno. Era la nostra prima festa insieme. Avrebbe finalmente conosciuto il
mio migliore amico con la moglie, qualche parente e la cosa emozionava
particolarmente Kipi, l’avvertivo tesa mentre preparavamo insieme qualcosa in
cucina e nonostante le ripetessi che si sarebbe trovata bene con tutti non
riuscì a tranquillizzarla sino a quando non li conobbe tutti. Mentre aspettavamo
l’orario ad un certo punto mi domandò se avesse potuto rimanere a dormire da
me – “certo che puoi!” non mi sembrava del resto una richiesta poi così
strana per due che si frequentavano da più di 5 mesi quasi tutti i giorni.
“Sai per il tuo compleanno ho preso due regali, uno te lo consegnerò
insieme agli altri ma l’altro trovo giusto dartelo solo quando saremo sole!” mi
domandai di cosa poteva trattarsi e finì per pensare che forse si trattava di
una tradizione giapponese, non pensai perciò a nulla sino a quando restammo io e
lei. Si era trovata benissimo con tutti, aveva pure alzato un po’ il gomito ed
era particolarmente allegra, sembrava persino essersi dimenticata del secondo
pacchettino ma di chiederlo mi sembrava poco educato. Ad un certo punto abbassò
le luci, accese la radio, mi chiese di sedermi comoda sulla poltrona in salone e
mi consegnò una confezione multi color con un bigliettino, “questo è il mio vero
regalo, spero solo sia capito e gradito.” 4
Lessi prima il biglietto nonostante la curiosità fosse tanta “ci siamo conosciute in un posto
particolare e credo che ogni donna debba prendersi cura di ogni parte del suo
corpo sia esterno che interno, ti auguro pertanto un felice e sereno futuro
ricolmo di piaceri e gioie. Kipi”
Scartai il regalo strappando la carta e mi
trovai davanti a due biglie color avorio dalle sfumature rosa, pensai si
trattasse di quelle sfere che spesso avevo visto in acciaio antistress e
scoppiai a ridere sostenendo che mi sarebbero davvero servite. “DAVVEROOO!? …
temevo potessero risultare troppo confidenziali, sono proprio felice che le hai
gradite sai!”
Lessi dietro la confezione il papiro descrittivo del suo regalo
e scoppiai a ridere ancora più forte “Kipi perdonami ma ero convinta fossero
le palline relax, solo ora ho davvero realizzato cosa mi hai regalato! Grazie,
grazie lo stesso” dissi divertita.
“Mai usate?”
“oh no, mai! le metterò nel mio comodino ed ogni volta che le vedrò mi ricorderanno te!”
“Nooo, non esiste che non le usi, che senso ha tenerle nel comodino? Voi donne occidentali sottovalutate molto certe cose e proprio perché tengo a te, sarei contenta tu non le usassi, “vedi … le geisha balls, sono un antico sex-toy che l’imperatore cinese donava alle sue concubine, perché ovviamente non poteva soddisfarle tutte, e hanno la capacità di allenare
i muscoli vaginali dopo una maternità ma risultano essere anche molto utili contro la secchezza vaginale e l’incontinenza. Scusa se poco?! Senza nulla togliere a tutti questi effetti benefici che hanno sul nostro organismo. Ti prego fammi contenta, indossale per me stasera e poi vedrai che non dovrò più chiederti di farlo perché ti piacerà troppo”
Non mi diede modo di pensare, sfilò dalla confezione le palline inginocchiandosi davanti a me.
“Fidati amica mia, lasciati andare e goditi il mio regalo”
con dolcezza allargò le mie gambe e iniziò ad accarezzarmi l’interno cosca
“abbandona la testa, lasciala scivolare indietro”
le sue dita intanto si diressero verso lo slip, giocando sui bordi, sfiorando le grandi labbra quanto bastava per farmi eccitare sempre più. Vedendomi pronta sfilò lo slip e prese a farle roteare sulle mie gambe dal basso verso l’alto, ormai erano giunte a destinazione, d’istinto
serrai le gambe ed evidentemente se lo aspettava che avrei reagito così perché
me la trovai pronta a toccarmi con decisione per farmele riaprire. “Fai un bel
respiro ora!”
Ero così eccitata da non riuscire a porre ulteriore resistenza, respirai profondamente mentre
lei spinse dentro la prima sfera, toccò il clitoride un paio di volte e poi mi pregò di fare
un altro respiro
… respirai …
mentre lei inseriva la seconda biglia in me, per poi rimettemi lo slip.
davvero non capivo! Tutto qui … pensai
già non capivo e non sapevo proprio nulla.
“Alzati ora che sistemiamo casa, vedrai come ti piacerà” mi disse con un sorriso malizioso
anzi se non ti disturba vorrei mettermi le mie …
le prese fuori dalla borsa senza nemmeno aspettare la mia risposta, scostò lo slip e dopo essersi sfiorata qualche secondo le inserì velocemente riportando l’indumento al suo posto
“ed ora facciamoci i servizi e quando avremo finito mi dirsi cosa ne pensi” più mi muovevo e più la cosa mi piaceva, era davvero una sensazione meravigliosa, l’eccitazione
continua era veramente impagabile e in certi momenti mi arrestavo di scatto stringendo le
gambe strette strette perché avvertivo di essere vicinissima all’orgasmo –
“ti piace il mio regalo? Smettila di fermarti e abbandonati, cammina, muoviti,
non temere il piacere del tuo corpo!” tra le gambe scoppio il mio primo orgasmo e pochi
minuti dopo pure lei provò il suo meritato piacere, “ed ora inizino le danze”
poco dopo arrivò il secondo mugolio di piacere, tutta la notte continuammo a sistemare casa provando piacere e quando decidemmo che era giunta l’ora di andare a dormire, ci ritrovammo a guardarci sedute sul letto una davanti all’altra lo slip, erano inzuppati di piacere entrambi e noi stremate e non certo per il lavoro. Ma le donne son così, insaziabili, ingorde di piacere …
Ci trovammo a sfilarcele l’un l’altra e mentre uscivano dai nostri corpi,
le nostre dita presero indecentemente il loro posto inseguite subito dopo dalle
nostre lingue, ci girammo come serpi sul grande letto sino a ritrovarci faccia a
faccia, seno su seno, cuore su cuore, eravamo davvero diventate amiche intime,
forse troppo ma ne era valsa la pena … già!
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